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mercoledì 6 aprile 2022

Le ali della libertà


Buongiorno a tutti voi amici cinefili! Spero che abbiate un po’ di tempo libero per mettervi comodi sul divano e accendere la tv perché ho un film da consigliarvi. Il prodotto in questione non è recentissimo e soprattutto a causa della sua durata può spaventare, si chiama “Le ali della libertà” film del 1994 scritto e diretto da Frank Darabont (stesso regista de “Il miglio verde”) e dura circa 2 ore e 22 minuti ma non temete, dopo aver guardato i primi 10 minuti vorrete continuare per scoprire il gran finale. 

La trama del film è molto semplice: il vice-direttore di una banca Andy Dufresne viene condannato a due ergastoli per l’uccisione della moglie e del suo amante; nonostante si dichiari innocente viene imprigionato nel carcere di Shawshank dove la violenza e la corruzione sono all’ordine del giorno. Durante la sua permanenza viene picchiato e violentato fino a quando un giorno convince una guardia in difficoltà economica ad aiutarla grazie alle sue conoscenze nella finanza. Da quel giorno altre guardie e perfino il direttore della prigione chiedono la sua consulenza anziché sottoporlo ai lavori forzati mentre fa amicizia con un altro detenuto di nome Red e con il quale intraprenderà una grande impresa. 

Questo film non è solo il diario di bordo di un prigioniero ingiustamente condannato ma anche una grande critica allo stile di vita malsano condotto nelle prigioni infatti uno dei tanti temi affrontati è sicuramente l’abuso, visto sia come violazione dei diritti di una persona che come abuso di potere; quello che avviene nel carcere di Shawshank resta lì dentro, la paura viene usata come esca per dettare le leggi imposte dalle guardie carcerarie e il tutto è completamente nascosto dal corrotto  direttore. Ma nel buio si trova anche un lume di speranza rappresentato dalla nascita di un’amicizia che si consoliderà col passare del tempo tra il protagonista e il carcerato Red condannato anche lui all’ergastolo, questa conoscenza inizialmente superficiale segna un momento importante nella vita di Andy dentro al carcere poiché per la prima volta da quando è entrato riconosce l’esistenza di persone buone e gentili in mezzo a quell’inferno.

Questo film fa provare emozioni forti tra la paura, la rabbia e la tristezza le quali in certe scene danno spazio anche alla felicità e alla speranza di un finale migliore dell’inizio e vi aprirà le porte su argomenti di cui si parla ancora troppo poco.

Spero di avervi convinti a guardare questo capolavoro, in tal caso buona visione!


Nicole Demaria


martedì 22 febbraio 2022

STRAPPARE LUNGO I BORDI

È una giornata uggiosa, vi state annoiando e non sapete cosa fare? Bene, abbiamo la soluzione giusta per voi!

Giusto un paio di mesi fa, il fumettista Zerocalcare ha avuto un noto successo con la sua serie “strappare lungo i bordi”

Questa porta sullo schermo un racconto fatto di flashback e aneddoti che vanno dall’infanzia fino ad arrivare ai giorni nostri, seguendo le vicende di Zero, Sarah Secco e Alice, diretti verso qualcosa di incredibilmente difficile.Siamo stati tutti Zero e alcuni di noi lo sono ancora, insicuri, paranoici, indecisi, con poca consapevolezza di sé , con bassa autostima, con scarsa attenzione verso le emozioni degli altri, incapace di comprendere i discorsi astratti però impeccabile nell’aiuto pratico;  siamo Sarah, quando vediamo sempre un lato bello in tutto, quando ancora la speranza in noi non si spegne e ci obblighiamo a vedere il lato vero delle cose. In modo brutale e a volte con una ventata di ottimismo e realismo riportiamo gli amici con i piedi per terra e gli mostriamo che non sono poi così indispensabili per gli altri e che il mondo non è sorretto sulle nostre spalle. Altre volte invece siamo Secco, spensierati, senza preoccupazioni e viviamo la vita così come viene, senza farci prendere dall’ansia. Ed infine, spesso siamo Alice, nascondiamo le nostre debolezze e preoccupazioni agli altri per non farli soffrire, non chiediamo mai aiuto a nessuno e sacrifichiamo la nostra felicità per non scomodare mai gli altri. 

Ci sono troppe ragioni per cui nessuno dovrebbe perdersi Strappare Lungo I Bordi. Possiamo accennare alla durata di solo 15-20 minuti ad episodio oppure alla trama facile e divertente; non mancano poi gag esilaranti o tanti easter egg per veri intenditori; sicuramente è importante l’altalena di emozioni che fa provare ma più di tutte abbiamo le tematiche delicate al XXI secolo che vengono analizzate in modo chiaro e piacevole allo stesso tempo.

Tra i vari e importanti argomenti affrontati c’è senza dubbio il disagio di una generazione che si ritrova a vivere una vita senza senso a causa di un'improvvisa perdita di certezze e anche critiche implicite al patriarcato; si affronta la fragilità psicologica, la violenza contro le donne, l'instabilità lavorativa, il problema del gioco online, il narcisismo e egocentrismo di chi si sente così unico e insostituibile da sentirsi il ​​peso del mondo sulle proprie spalle, gli stereotipi sociali e, infine, la tragedia del suicidio.

Forse gli unici appunti che si potrebbero fare sono proprio al pregio/difetto della durata troppo corta o la trama principale un po’ banale; c’è anche chi non ha apprezzato la parlata romanesca, dovendo attivare i sottotitoli. Ma, grazie alle forti emozioni che la scrittura di Zero Calcare provoca, questa serie è travolgente e arriva a creare quasi una dipendenza, tanto da riuscire a guardarla e terminarla in due ore; perfetta per il Binge watching. L’intero doppiaggio, tranne per l’Armadillo, è realizzato dall’autore, il che la rende ancora più unica. Riesce a presentare in modo impeccabile e ironico la vita frenetica dei Millenials che forse non è poi così diversa dalla nostra da GenZ.

Per tutti questi motivi possiamo assolutamente promettere che questa serie meriti tutto l’hype che ha ricevuto in questi mesi.



Camilla Somale e Alessia Di Rosa 


martedì 8 giugno 2021

Fast & Furious

Da ben vent’anni sono accesi i motori della saga ad alta velocità più famosa al mondo, Fast & Furious. Fast and Furious è una serie cinematografica d'azione statunitense basata sulle corse e sulle battaglie tra auto, iniziata nel lontano 2001, con il primo titolo, semplicemente Fast and Furious, seguito da 2 Fast 2 Furious, The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Fast & Furious – Solo parti originali e Fast & Furious 5, Fast & Furious 6, Fast & Furious 7, Fast & Furious 8, Fast & Furious – Hobbs and Shaw, per concludere Fast & Furious 9 – The Fast Saga, che uscirà quest’anno.


 

Anche se potrà sembrare strano, si può dire che Fast and Furious sia basato su una storia vera, esistono davvero le corse clandestine che si corrono in America a Los Angeles la notte con auto modificate da milioni di dollari. Chiaramente in questa saga non passiamo il tempo solamente seguendo le vorticose gare clandestine ; il nostro protagonista, Dominic Toretto, si ritroverà in diverse situazioni scomode tra furti e vendette. Allla fine però, lui riuscirà a superarle sempre al volante di qualche velocissima auto. 

Questa serie di film, presenta anche diversi volti noti dello spettacolo tra cui Vin Diesel, nel ruolo di Toretto e Paul Walker come Brian O'Conner, un agente della polizia di Los Angeles (LAPD), infiltrato con lo pseudonimo di Brian Spilner nella banda che opera nel settore delle gare clandestine di Toretto. A partire dal quinto capitolo troviamo anche Dwayne Johnson, nel ruolo dell’agente Hobbes, che si trova all’inseguimento dei protagonisti. O nel settimo Deckard Shaw interpretato da Jason Statham.  Anche Charlize Theron ha un ruolo nell’ottavo, come la malvagia Cipher, una spietata terrorista, che riesce a spezzare l'equilibrio della squadra.  Inoltre nel prossimo potremo assistere all’esordio  di John Cena nella saga nel ruolo di Jakob Toretto, fratello minore di Dom.

Il 30 novembre 2013, è stata una giornata che per tutto il cast di Fast and Furious sarà per sempre indelebile. Infatti quel maledetto giorno, Paul Walker, ossia Brian O’Conner della saga “Fast and Furious”, ha perso la vita in un incidente d’auto. Ciò che ha creato ancora di più scalpore e shock, è che la sua morte è stata molto simile a quella del padre di Toretto nella saga.

Per commemorare la morte di questo grande attore, è stata scritta da Charlie Puth una canzone, intitolata “See You Again”. Questa canzone, oltre a suscitare tantissima emozione e commozione in coloro che erano rimasti sconcertati dalla morte di Paul, piacque tantissimo a Vin Diesel. Il videoclip è uno dei più visti al mondo, anche perché è una clip che fa davvero accapponare la pelle ed emozionare.

Si tratta infatti di un pezzo hip-hop, come tanti oggi presenti in classifica, che alternano un ritornello zuccheroso al pianoforte con voce in falsetto, alcuni interventi rap (ben eseguiti, invero) e un anthem da cantare tutti in coro, di quelli che ti entra in testa e non scappa più via. Le immagini poi alternano i due cantanti in playback con scene del franchise diretto da James Wan e le classiche scene di corse in auto fiammeggianti, ma senza nessun incidente spettacolare.

La canzone è stata cantata in diretta in tantissime trasmissioni televisive, aumentando così gli ascolti, ma è stata menzionata e presentata in vari discorsi fatti direttamente da Vin Diesel durante alcune campagne televisive. Canzone sicuramente meravigliosa, molto ben fatta ma soprattutto basata su una storia purtroppo vera e su un’amicizia che non finirà mai .

Camilla Somale e Alessia Di Rosa

martedì 27 aprile 2021

Il cuore del mago

Lo Studio Ghibli è uno studio cinematografico di film d'animazione giapponese. I suoi anime sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Fu fondato nel 1985 dal celebre regista Hayao Miyazaki, il quale iniziò come collaboratore per la celebre serie Heidi. Tra i film disegnati da lui dello studio Ghibli sono molto famosi lungometraggi come “La città incantata”, “Il mio vicino Totoro” o “Ponyo sulla scogliera” ma, senza dubbio, uno dei più belli e anche il mio preferito, è Il Castello Errante di Howl. Il Castello Errante di Howl è ispirato al romanzo di Diane Wynne Jones, al quale l’animazione rimane molto fedele, ma con delle modifiche che hanno reso questo capolavoro possibile. La possiamo definire come una storia che mescola avventura, dramma e romanticismo in un contesto magico e bellico al tempo stesso.



Il Castello Errante di Howl racconta la storia di Sophie, una ragazza semplice di 18 anni che gestisce il negozio di cappelli che le è stato lasciato dal padre. Durante una delle sue rare uscite in città la ragazza viene importunata da alcuni soldati in servizio e, in quell’occasione, incontrerà per la prima volta il bel mago Howl, che interviene in suo soccorso. Tornata in negozio, Sophie riceve una visita della Strega delle Lande che, gelosa di Sophie perché brama il cuore di Howl tutto per sé (letteralmente) e credendo fosse l’amante del mago, la maledice. Un incantesimo che la trasforma in una vecchia signora, che non potrà essere spezzato da nessuno e del quale la povera ragazza non può parlare. Impaurita decide di fuggire da casa sua e dalla sua città dirigendosi verso le Lande desolate. Per puro caso, entra nel Castello Errante di Howl (errante proprio perché si sposta sulle sue gambe pseudo-meccaniche) e si fa assumere come donna delle pulizie, nascondendo la sua vera identità. Qui riuscirà ad essere accettata dai personaggi che vi abitano tra cui Markl, il piccolo apprendista di Howl, Calcifer, il demone del fuoco che vive nel caminetto del castello che ha un potere incommensurabile avendo il compito di far muovere la fortezza e, ovviamente lo stesso grande mago Howl.

Uno dei temi fondamentali di questo film, che in questo punto differisce dalla trama del libro, è quello bellico. Il libro non mostra alcuna guerra imminente per la quale Howl è profondamente preoccupato, mentre nell’anime, è uno dei punti fondamentali che porteranno allo sviluppo della trama e alla crescita dei suoi personaggi, soprattutto dello stesso protagonista maschile. Questa decisione è stata presa dal regista Hayao Miyazaki, molto appassionato di storia e temi bellici che decise di inserirlo poiché all’epoca rimase particolarmente scosso dalla guerra in Iraq.

Anche il “non è come appare” è un tema ricorrente. Non solo la protagonista Sophie con la sua trasformazione è una vittima di questo gioco magico. Durante l’intero film appariranno sempre più personaggi che si presentano in un modo ma in realtà sono tutt’altro. Tra cui persino il mutevole mago Howl, lo spaventapasseri Testa di Rapa, Il piccolo Markl o la maga di corte Sulliman. Tutti i personaggi del film mostrano ciò che in realtà non sono, perfino il demone Calcifer o la Strega Delle Lande.

Il tema centrale del film, è sicuramente il rapporto tra la vecchiaia e la bellezza. Sophie è una ragazza che si vede semplice e bruttina, sacrificando la propria giovinezza per il senso di dovere che si sente pesare addosso a causa della cappelleria lasciata dal padre. In antitesi a Sophie troveremo invece sua madre, che non più così giovane, vive la sua vita la meglio, non preoccupandosi nemmeno per la figlia scomparsa, perché troppo presa dal suo nuovo matrimonio. Oltre alla madre appare evidente anche il confronto con il mago Howl, bello esternamente, narcisista ed egoista, ossessionato dalla sua bellezza, perché ritiene di non avere altro. Perciò è facile notare come la trasformazione di Sophie sia solo l’eternizzazione della sua vecchiaia interiore. Anche se questo cambiamento la cambierà dal profondo tirando fuori la grinta e la determinazione che non mostrava in precedenza, facendo finalmente emergere la sua bellezza interiore.

Ovviamente ci sarebbero ancora tantissimi temi di cui parlare, tra cui quello dell’amore, ma per non fare ulteriori spoiler sulla vicenda della nonnetta Sophie e il bel mago Howl, l’unica cosa che resta da fare è andare a vederlo. Facendoci investire da una incantevole fiaba caratterizzata dalla bellezza e che insegna, per chi starà ascoltando, il vero significato dell’amore al di là dell’apparenza.


Camilla Somale

giovedì 4 febbraio 2021

“2 Febbraio 1945” - L’eccidio della Candelora

Filippo Ariaudo insieme a Filippo Gerbaudo: produttori del cortometraggio “2 febbraio 1945” sulla Candelora, ecco la loro intervista:

Come vi è venuto in mente di fare un cortometraggio sulla candelora? Come mai vi siete concentrati proprio su questo evento?

Filippo Ariaudo: L'idea ci è venuta un po' di tempo fa, nella fattispecie nel marzo 2019, questo corto fa parte di un progetto Biennale. L'idea è nata dopo avere incontrato e intervistato Luigi Giorgis, l'unico sopravvissuto all'eccidio della Candelora, strage accaduta a San Benigno, dove persero la vita 14 ragazzi innocenti. Questa intervista mi ha permesso di scrivere la sceneggiatura e il copione su cui poi è stato costruito tutto il cortometraggio. Io e Filippo avevamo entrambi la passione per il cinema, lui con un approccio un po' più pratico (lui è un po' più il tecnico del gruppo e si è occupato di tutto il dipartimento tecnico), mentre io ho un approccio più teorico, per questo mi sono occupato più del lato artistico quindi sceneggiatura è la regia.

Filippo Gerbaudo: Filippo è venuto a conoscenza di questo evento, poi abbiamo scelto di creare questo cortometraggio, non tanto per l’evento storico in sè, ma perchè ci ha colpito particolarmente. In primis perchè è successo a qualche chilometro da casa nostra e poi per il fatto che è un evento non molto conosciuto, io stesso non ne sapevo nulla prima che mi fosse raccontato, per cui è anche un modo per raccontare dei pezzi di storia che sono rimasti un po’ in un angolino, cosa che grazie alla portata del cinema si può estendere a molte persone. Abbiamo poi deciso di registrarlo dopo aver conosciuto Luigi Giorgis, il quale personaggio è il protagonista del nostro film. Egli è l’unico sopravvissuto alla strage della Candelora, insieme a Garro, il quale non era stato colpito a morte dalla raffica dell’esecuzione e, quando il generale si era avvicinato per infierirgli il colpo di grazia alla tempia, la pistola era scivolata, colpendolo alla guancia e lasciandolo in vita. Giorgis si era invece salvato poiché era stato scartato perché non era ancora in periodo di leva, ci ha raccontato come ha vissuto questa storia... il film, infatti, si svolge dal suo punto di vista.

Come avete trovato tutti gli attori e le comparse che appaiono nel cortometraggio? Sono vostri amici o avete fatto delle selezioni per capire chi sarebbe stato più adatto?

Filippo Ariaudo: Allora nella nostra troupe c'erano 2 persone incaricate proprio di quello, infatti avevamo un direttore del cast e un cast recruiter che si occupava appunto del reclutamento. Essendo questo un progetto così grosso, le persone coinvolte erano tante: avevamo sui 50 attori e 200 comparse. Per i ruoli principali sono stati fatti dei casting, dove i candidati hanno dovuto recitare parti della sceneggiatura, è stata data la possibilità di portare un monologo, ed in base a quello abbiamo scelto i protagonisti.

Come avete racimolato i soldi per le attrezzature ed il resto? Siete stati aiutati, avete fatto una raccolta?

Filippo Gerbaudo: Non saremmo mai riusciti a portare avanti questo progetto a causa degli alti costi senza tutti gli aiuti che ci sono stati dati, in particolare siamo stati finanziati da un bando scolastico della CRC, rivolto specificatamente alle scuole (essendo questo un progetto scolastico abbiamo avuto la possibilità di accedere al bando che è stato un aiuto non indifferente). Abbiamo avuto un aiuto anche da alcune ditte locali che ci hanno aiutato a modo loro. Questo ci ha permesso di coprire tutte le spese sia per i noleggi delle attrezzature sia per acquistare tutto ciò che è necessario per fare un film.

Avete sempre avuto una grande passione per il cinema? Se vi è venuta dopo cos’è stato a scatenarla?

Filippo Ariaudo: In realtà è una cosa che si è maturata nel tempo, da quando sono piccolo che sono appassionato di cinema e non è il primo cortometraggio che ho fatto, infatti già da tempo, quando andavo in quarta quinta elementare, ne avevo già realizzati alcuni insieme ai miei amici, ma con un'impronta professionale sicuramente diversa. Io e Filippo siamo già alla nostra seconda collaborazione: due anni fa avevamo già realizzato un altro cortometraggio, che ci aveva già fatto acquisire diverse competenze per poter poi realizzare questo. Se non avessimo avuto la precedente esperienza probabilmente ci saremmo orientati difficilmente sulla realizzazione di “2 febbraio 1945”. Sicuramente ora questa passione è molto più forte di quando ho iniziato questo progetto.

Filippo Gerbaudo: Io invece mi sono avvicinato in maniera un po’ diversa: non grazie al cinema, bensì grazie a ciò che ci sta dietro, sono sempre stato appassionato di post-produzione (effetti speciali, montaggio), poi da lì la cosa si è evoluta anche a ciò che sta oltre la post-produzione. Quattro anni fa ho conosciuto Filippo e abbiamo deciso di metterci insieme, unire le forze, per fare un qualcosa di bello insieme, creando un cortometraggio, poi da lì è partito il tutto!

Quanto tempo c’è voluto per le riprese? E per il montaggio?

Filippo Ariaudo: Allora... in tutto la produzione è durata due anni (e in realtà non è ancora nemmeno finita adesso), di cui un annetto di pre-produzione: la fase in cui si scrive il corto e si organizzano le riprese, si selezionano gli attori e la troupe, si organizzano i noleggi, si fa un calendario di produzione e si trovano le location adatte. Abbiamo poi fatto nove giorni di riprese, dal 2 al 9 Agosto e altri due giorni supplementari di quest’estate. Il montaggio è stato uno delle parti più veloci, abbiamo fatto circa tre mesi di post-produzione a cui hanno lavorato due persone: Filippo Gerbaudo e Andrea Orlando, loro due si sono occupati di tutti gli aspetti di quest’arte abbastanza complessa, dove, oltre al montaggio, c’è tutta la parte di effetti speciali e audio.

                                     

                                                                  Una foto dal set!


 Quando uscirà? E dove potremo andarlo a vedere?

Filippo Gerbaudo: Doveva uscire il 2 febbraio, in concomitanza con l'evento storico, ma purtroppo per questioni non dettate da noi si è dovuto rimandare il tutto. “2 Febbraio 1945” uscirà in primavera, non appena i cinema potranno riaprire, vogliamo fare una distribuzione nelle sale sia per rilanciare l'economia del cinema, sia per interessare la gente locale.

 Questo è il trailer del cortometraggio: Watch

Che genere di film è?

Filippo Ariaudo: Il cortometraggio è stato registrato sotto forma di fiction, è un film drammatico, non ha un taglio documentaristico. Quando noi abbiamo dovuto affrontare il cortometraggio eravamo molto dubbi circa la sua ambientazione effettiva nel 1945, perché, volendo utilizzare le location originali, queste non si presentavano più come erano allora e, in più, eravamo abbastanza in difficoltà nel ricreare la situazione storica efficace. Allora abbiamo deciso di fare la scelta narrativa “dell’Espediente Ucronico”, che consiste nel decontestualizzare un episodio dal suo periodo storico di appartenenza e ricontestualizzarlo in una nuova epoca: noi abbiamo deciso di immaginare l’avvento di un movimento neofascista e l’eccidio al giorno d’oggi. Ciò ci ha consentito di ovviare tutti i problemi riguardanti la resa storica efficace e di avvicinare questo evento anche alle nuove generazioni, perché è ambientato in una realtà che noi giovani percepiamo come nostra, che è la nostra contemporaneità.


La cappella di San Benigno, luogo dell’eccidio e delle riprese del cortometraggio

La pandemia vi ha bloccato tanto nella creazione del film?
Filippo Gerbaudo: Noi abbiamo iniziato la pre-produzione nel 2019 e, a inizio 2020, stavamo continuando a lavorare per iniziare le riprese. Nonostante il lockdown noi abbiamo comunque continuato il nostro lavoro a distanza, poi, quando ad Agosto c’è stata la possibilità di girare di nuovo abbiamo colto l’occasione, e rispettando tutte le norme di sicurezza, abbiamo terminato le riprese.

Ringraziamo Filippo Ariaudo e Filippo Gerbaudo per la disponibilità e per aver risposto esaustivamente ad ogni nostra domanda! 

Ghibaudo Camilla e Chiapale Elisa











lunedì 21 dicembre 2020

La troupe cinematografica

Lo sapevate che all’interno di un film non lavorano solamente il regista e gli attori? Ma avete mai pensato a chi potesse curare i diversi aspetti di un film? Ad esempio un regista non tiene in mano una cinepresa né tantomeno finanzia il film. Perciò chi si occupa di queste cose? 

Con questo articolo vi presenteremo in modo chiaro e conciso quali sono le figure fondamentali nel mondo del cinema e quali sono le funzioni di ognuno.

Il produttore

Una delle figure più importanti nel mondo del cinema è quello del produttore. Egli si occupa di finanziare il film, che sia di propria tasca o da enti e sponsor con un interesse in tal produzione. E’ quindi la persona che si assume l’onore di coprire i costi di produzione.

 Lo sceneggiatore

Si occupa del testo scritto che sta alla base del film, ovvero dei dialoghi, degli ingressi, delle pause, dei movimenti.

 Lo scenografo 

Da non confondere con il primo, si occupa del formato dalle stanze, dalle pareti agli arredi, si occupa cioè dell'ambientazione ricreata in studio, che fa da sfondo visivo alle scene recitate. Egli crea una mescolanza meravigliosa tra arte e artigianato e per questo motivo esistono anche premi Oscar per gli scenografi.

Il cameraman 

E' colui che agisce fisicamente sulla cinepresa allo scopo di registrare le scene richieste. E' lui che dà vita a inquadrature spettacolari che hanno un grande impatto sul film.

L’attore 

Lo so che lo stavate aspettando... Il membro della troupe cinematografica più amato dal pubblico è senza dubbio l'attore. Egli è il volto del film, e come ben sapete, ha il compito di interpretare un personaggio per raccontare una storia e trasmettere emozioni. Per farlo, deve saper controllare il tono di voce, le parole e i movimenti del corpo per coinvolgere a pieno gli spettatori.

Il direttore della fotografia

In poche parole il compito del direttore della fotografia è solo uno: emozionare con la luce. 

È lui il responsabile dell’impatto visivo delle immagini sullo spettatore, una scena deve essere terrificante? Bene, il direttore della fotografia disporrà le luci, creerà le ombre e regolerà la temperatura affinché susciti questa sensazione.

Il costumista, il truccatore e il parrucchiere

Vi sono poi tre figure che lavorano a stretto contatto con gli attori: i costumisti, i truccatori e i parrucchieri. Credo che il loro compito sia abbastanza intuibile: i costumisti disegnano e cuciono gli abiti di scena, i truccatori truccano il cast e i parrucchieri acconciano loro i capelli.

Il montatore cinematografico

In sostanza il montatore si occupa del montaggio. Perciò il montaggio cos’è? 

Il montaggio è quella fase della post-produzione di un film in cui si dispongono le singole inquadrature nell'ordine narrativo previsto dalla sceneggiatura e dal regista.

Il montaggio quindi serve a creare il ritmo della narrazione, ad esempio se lo stacco tra un’inquadratura all’altra è immediato la scena risulterà più veloce oppure sembrerà più dolce se due inquadrature sfumano una nell'altra con una dissolvenza.

Il lavoro del montatore, insieme alla fotografia, è parte essenziale della messa in scena del film: mentre la fotografia determina l'aspetto estetico del film, il montaggio ne costituisce lo stile narrativo.

Gli addetti al suono: il rumorista e il compositore

Il rumorista

Pensavate che i suoni che si sentono in un film fossero reali? E invece non tutti lo sono! Questi, la maggior parte delle volte, sono creati in “laboratorio” dal rumorista. Grazie alla sua fantasia due noci di cocco possono diventare il galoppo di un cavallo oppure uno scolapasta può diventare lo scroscio di una doccia.

Il compositore

Il compositore è come un qualsiasi altro compositore musicale solo che scrive appositamente le colonne sonore dei film. 

Il coordinatore degli effetti speciali

Come si può intuire dal nome il coordinatore degli effetti speciali crea gli effetti speciali. Tra questi non rientrano solo quelli creati a computer (la famosa CGI) ma ne fanno parte anche degli elementi più fisici come gli incidenti d’auto, le condizioni atmosferiche artificiali come la neve e la pioggia e le esplosioni!

Con questo articolo speriamo di avervi fatto capire che il cinema è molto più complesso di quello che sembra. Infatti il film che tutti noi possiamo vedere non è altro che la punta dell’iceberg, il risultato di un processo creativo durato mesi e mesi, se non addirittura anni. In ogni caso con questo e con i prossimi articoli speriamo di riuscire a trasmettervi almeno un po’ della nostra passione per il mondo cinematografico e per i film che, alla fin fine, non sono altro che pure e semplice arte.

Perciò quali tra queste figure conoscevate già? E quali avete scoperto? Ma soprattutto, qual è il ruolo che più vi ha incuriosito?

 

Di Elisa Avena e Francesca Isoardi.


venerdì 11 dicembre 2020

Nonostante tutto, ci resta il Natale

Sono solo passate poche settimane da Halloween eppure bisogna già iniziare a pensare al Natale. Effettivamente, a chi non piace il Natale? Gli addobbi colorati, il camino acceso, la musica, la famiglia e i regali.

Purtroppo quest’anno molti dei momenti classici natalizi che contribuivano a migliorare lo spirito natalizio non ci potranno essere. Ad esempio passeggiare sotto i portici avvolti dalla classica atmosfera natalizia con le canzoni e gli addobbi nei negozi oppure lo shopping sfrenato in cerca dell’ultimo regalo per l’ultimo amico. Ma anche la sensazione del calore fisico ed emotivo di una cioccolata bollente in un bar durante una fredda giornata di dicembre, verrà cancellata e noi purtroppo non possiamo più fare niente.

Perciò non ci restano che i film natalizi. Godersi un bel film sul divano sotto una grande coperta calda possibilmente con un tè e dei biscotti per esempio. Ormai questi spettacoli classificati come natalizi sono diventati una tradizione per tutte le famiglie. Ognuno ha le proprie preferenze, c’è chi sceglie di stare sul classico con “Mamma ho perso l’aereo” o chi predilige film moderni su qualche piattaforma tipo Netflix. Non importa basta che facciano vivere a tutti le stesse gradevoli emozioni.

E come ci spiegano questi film, il Natale è senza dubbio un periodo magico perché durante questi pochi giorni che vanno dall’inizio di dicembre fino all’Epifania, le persone diventano magicamente buone, dolci e generose, come sarebbe giusto essere durante tutto l’anno. È un tempo nel quale qualsiasi cosa diventa buona e bella a prescindere dalla sua natura, persino andare a messa diventa piacevole per chi ne sta solitamente distante.

Il problema è proprio causato da questo “tanto desiderato” spirito natalizio che viene ripetuto tutti gli anni con puntualità maniacale; tutti ci facciamo coinvolgere troppo dall’ambiente festivo per renderci davvero conto di questi cambiamenti.

Perciò, per concludere, farebbe meglio alle vite di tutti gli esseri umani se fosse Natale tutto l’anno, perché il Natale è magico. Ma sarebbe davvero possibile oppure, a lungo andare, ci annoierebbe anche quello?

Dicembre è alle porte, questo vuol dire che il Natale è sempre più vicino! Non le sentite già nell’aria le canzoncine di Michael Bublè? 

Sin da bambina ho amato il Natale, sono sempre rimasta affascinata e incantata da questa festa, perché per me il Natale non è solo un giorno, ma un’intera stagione. 

Durante questo periodo, oltre a goderci una buona cioccolata calda mentre ammiriamo il nostro albero ornato da lucine colorate, possiamo spendere il tempo guardando film natalizi, che ogni anno diventano sempre più numerosi. 

Ogni anno, nelle vacanze Natalizie, la serata del 24 dicembre è tenuta compagnia del piccolo Kevin, che  viene lasciato in casa da solo a Natale e deve difendere la casa da due malintenzionati che vogliono entrare. Per farlo impiega tutta la sua astuzia ed una serie apparentemente interminabile di trappole e di espedienti mirati a far desistere i due malcapitati ladri. 

Riuscirà Kevin a mettere in atto il suo strategico piano? 

Come avrete già capito, sto parlando di “Mamma ho perso l’aereo” 

Questo film, a mio  parere è molto ben riuscito, è sempre stato uno tra i miei preferiti sin da piccola. Mi ricordo quando da bambina lo guardavo la sera del 25 dicembre insieme alla mia famiglia mentre ci gustavamo dei buonissimi biscotti alla cannella, preparati con tanto amore dalla nonna. 

Mamma ho perso l’aereo è un tipico film americano, ma che descrive perfettamente l’aria Natalizia che vi è in quello stato. 

Infatti possiamo notare come il Natale sia davvero importante per gli americani, vediamo case circondate da numerose decorazioni, alberi di tutte le dimensioni, pupazzi di neve addobbati con dei vestiti stravaganti. 

Un mio grande desiderio, è proprio che il Natale diventi in Italia così importante come lo è in America, anche se purtroppo trovo che ogni anno vi è sempre meno magia natalizia, soprattutto quest’anno. 


Camilla  Somale 

Alessia Di Rosa




Disagi per l'organizzazione nella scuola

Ormai siamo vicini alla fine di questo anno scolastico, molti studenti e professori come me hanno notato svariate problematiche all’interno ...